COMUNICATO E APPELLO

La musica non si blocca!
Il reggae a Bari contro la criminalizzazione della vita notturna e per la depenalizzazione della cannabis.

Gli operatori e gli artisti legati alla scena musicale del reggae in puglia, intendono denunciare pubblicamente un singolare fenomeno di accanimento repressivo nei loro confronti.
La questione è di interesse generale, perchè riguarda un notevole spreco di energia e di risorse pubbliche che danneggia la vera lotta alla criminalità ed ai traffici illeciti, preferendo piuttosto criminalizzare un fenomeno musicale in quanto tale, fermando e controllando migliaia di suoi semplici utenti, e colpendo decine di ragazzi colpevoli solo del possesso di piccole quantità di hashish o marijuana.
Ma veniamo ai fatti. Da circa un anno ormai, la Guardia di Finanza in terra di Bari impiega uomini e mezzi in quantità nella lotta contro il reggae. Avete letto bene, non contro la mafia, l’evasione fiscale, l’alcolismo e le sostanze pericolose in generale ma contro la musica reggae.
E’ un dato di fatto ormai che sistematicamente, qualsiasi evento musicale grande o piccolo in provincia di Bari, purchè promozionato come “reggae”, viene monitorato dalla Guardia di Finanza. A pochi metri dall’ingresso dei locali vengono allestiti posti di blocco spropositati, con almeno sei auto e decine di agenti, unità cinofile e bilancini. Questo vuol dire soldi, straordinari per chi lavora di notte nei fine settimana, e super utilizzo di mezzi come i cani che poi sono stanchi per le cose più serie.
Anche per iniziative che richiamano poche centinaia o adirittura decine di utenti, sono stati disposti spiegamenti di forze degni di raduni di massa.
Tutto il pubblico viene sistematicamente intercettato e perquisito ogni volta, anche per più eventi alla settimana, con il semplice risultato di collezionare verbali di sequestro per due o tre “spinelli” ogni tanto. Tanta sistematicità ha due effetti principali: scoraggiare l’utenza a seguire eventi di questo genere musicale, e garantire l’impunità ai veri spacciatori che sanno benissimo quando e dove troveranno i controlli.
La scelta delle forze dell’ordine è quella di accanirsi e di impiegare risorse nella repressione dell’uso delle cosidette “droghe” leggere, cannabis e derivati, quando invece il vero pericolo per la salute e la sicurezza è l’abuso di altre sostanze diffusissime: alcol sopratutto, ma anche tante altre potenti droghe chimiche.
A Bari ci sono funzionari che impiegano il loro tempo a collezionare i volantini delle feste reggae ed a leggere i forum specializzati su internet, solo perchè da sempre questa scena musicale si è apertamente espressa a favore della liberalizzazione delle droghe leggere. Una rivendicazione condivisa da larghe fascie della società civile e supportata dai più autorevoli settori della scienza e della cultura internazionali.
I responsabili dell’ordine pubblico però dovrebbero anche sapere che questa consapevolezza favorisce un sostanziale disinteresse verso sostanze davvero pericolose. Tutti i gestori dei locali sanno che quando ospitano eventi reggae devono fare i conti con uno scarso rendimento del bar, per un consumo di superalcolici inferiore alla media. Le risse e gli incidenti, favoriti dall’uso di sostanze eccitanti, sono più rari che altrove. La cultura della musica reggae è piuttosto veicolo di messaggi positivi, ecologia, antirazzismo, solidarietà, impegno sociale e spiritualità.
Non affermiamo questo per criticare altre abitudini e forme d’arte, ma solo per riaffermare le specificità culturali positive espresse da questa musica che ora viene attaccata. La criminalizzazione della vita notturna in quanto tale è sempre sbagliata: non tutela realmente la salute e la sicurezza, in quanto ostacola la socialità e l’arte, favorisce l’isolamento degli individui ed i traffici dei veri criminali.
Noi operatori e artisti vogliamo sapere qual’è la volontà politica dietro queste operazioni della GdF a Bari, chi le decide, qual’è il vero scopo e quali sono i veri risultati di questo utilizzo mirato di risorse pubbliche.
Rivendichiamo il diritto della gente a recarsi alle nostre iniziative senza essere automaticamente trattenuti e umiliati da noiosi ed inutili controlli. Riaffermiamo il carattere progressivo ed edificante della nostra cultura, che non merita di essere soffocata da una vera e propria campagna persecutoria istituzionale.
Auspichiamo la depenalizzazione delle droghe leggere, per un utilizzo più efficace e meno ideologico delle risorse in materia di ordine pubblico e salute.

Il coordinamento degli artisti reggae in terra di Bari.
Elenco promotori dell’appello

Invitiamo qualsiasi organismo, gruppo o individuo che voglia aderire a questo appello, a lasciare un commento nella pagina delle adesioni.

28 Risposte a “COMUNICATO E APPELLO”

  1. jk. Dice:

    Drogate le acque!

  2. rosapaeda Dice:

    come amante e conoscitrice del reggae non posso che appoggiare questo comunicato. la cultura pacifista del reggae, la sua mistica e il suo senso sociale sono inequivocabilmente messaggi di civiltà del vivere comune. vi sono vicina!

  3. reverendo Dice:

    Bari che vede quotidianamente i propri muri e le proprie strade imbrattate dal rigurgito fascista, che ancora piange per i troppi giovani uccisi dallla violenza criminale, che non ha punti di riferimento , luoghi di discussione e crescita pubblica da offrire alla sua gente, ora si vede anche mutilata nella possibilità di amare il reggae, il suo movimento e i suoi valori.
    Quando finirà tutto cio?
    E’ mai possibile che non si riesca a dare una risposta collettiva a questo satto di cose?
    bless

  4. English Rob Dice:

    Salve massive! Concordo su TUTTO ciò che c’è scritto sul comunicato. E adesso vi racconto su come la gazzetta di bari ha elogiato il lavoro della gdf pubblicando i dati del loro lavoro svolto da inizio anno. Bhe signori la gdf, dopo aver INTENSIFICATO i controlli all’ esterno di alcuni locali (cosi viene citato sull’ articolo ma sono solo menzonie inquanto posso assicurare che i controlli avvenivano SOLO all’esterno dei locali in qui si svolgevano serate reggae) per contrastare lo SPACCIO di stupefacenti, ha soltanto individuato 43 soggetti ASSUNTORI (NO SPACCIATORI!!!) di droghe leggere ritirato 6 patenti e sequestrato 90 grammi di sostanze stupefacenti tra hashish e marijuana.
    In pratica una media matematica di 2,5 grammi a persona!!!!
    Vergognoso lo spreco di tali risorse pubbliche per l’ accanimento contro l’ utilizzo di droghe leggere quando è più pericoloso il risaputo fenomeno dell’ aumento della diffusione di droghe pesanti tra i minorenni.
    Queste VILIACCHI sanno solo abbusare della loro divisa solo nei confronti di BRAVA gente che frequenta luoghi dove regna una cultura pacifista, e chi ha avuto a che fare con loro può comprendere e puo confermare di essere stato trattato peggio di come loro trattano un delinquente.
    Massive fatevi sentire, fate sentire la vostra voce, uniti senza timore!
    E questo slogan lo dedico ai nostri “amici” finanzieri:” LA DISOCCUPAZIONE TI HA DATO UN BEL MESTIERE FINANZIERE”

  5. Yosefaya Dice:

    Non posso che appoggiare qualsiasi iniziativa di questo genere, lo stato sotto il nome di Gdf obbliga me e quelli della mia crew e amici a saltare eventi reggae che per noi sono essenziali con le loro sempre più repressive azioni al di fuori dei locali, trattandoci spesso come delinquenti, sospendendo le nostre patenti non per 2,5 grammi! ma per 0,8!!!! avete capito bene. Insomma noi continueremo a esserci sempre, il reggae è il nostro ossigeno ma cerchiamo di fare qualcosa tutti insieme, non puo andare avanti così…
    Se intensificavano i controlli alla parmalat e alla cirio e migliaia di aziende fantasma qui al sud, estirpando la piaga della mafia dagli affari pubblici almeno (ah è vero non si può fare ce ne sono anche ai posti di comando, dimenticavo) forse lo stato spenderebbe meglio i soldi ,gia scarsi, che ci sono, dando al nostro stato una luce diversa facendo risentire l’orgoglio di dire sono ITALIANO!!!!

  6. psiconauta Dice:

    che se ne vadano ad arrestare i cocainomani al teatro della scala

  7. Frenko Dice:

    li muerti loru!!!! iddhri e cinca li paia cu face sti cose…è totta na babilonia!!!!
    ma noi siamo diversi…STAY OUTTA BABYLON!!!! SPREAD YOUR LOVE, SPEAK DI TRUTH AND NEVA FALL IN DI WEB OF BABYLON…..nah follow dem…..BUN DEM!!!!!!!
    big up!!

  8. Rouge Dice:

    A Palermo, il problema è il traffico, mentre in puglia sono gli eventi reggae!
    Ma scherziamo?
    Certo che è più comodo per gli agenti andare a perquisire vigliaccamente la pacifica crew di un concerto reggae, che affrontare la malavita o i prepotenti veri.
    Queste operazioni nascono da qualcuno che li manda, e sarebbe interessante conoscere il nome di questo “uomo di potere” che può disporre delle forze dell’ordine come fossero pupazzini.

  9. siradelk Dice:

    C’è troppa ipocrisia sulla droga, la notte la si usa e il giorno la si rinnega.
    Finkè non si pone fine a questo atteggiamento ci si dovranno sempre aspettare questi risvolti.
    Bisognerebbe fare manifestazioni, organizzare cortei ed esprimere le proprie idee liberamente e invece si ha paura anche di lasciare i messaggi qui sotto.
    Pace & Reggae a tutti

  10. san Dice:

    QUI NON RINNEGHIAMO nulla, anzi noi organizzatori in primis ci autodenunciamo perchè ci interessa espandere e diffondere sempre più il messaggio e la cultura che la reggae music ci offre..
    BLESSING

  11. san Dice:

    NO STOP REGGAE MUSIC
    NO STOP GOOD VIBES
    NO STOP MY CULTURE

  12. piobbichi Dice:

    Ciao, tenetu duro, perchè il futuro non è roseo e ci sarà bisogno di lottare, a lungo. Intanto noi ci sitamo dando da fare
    statemi bene e che la lotta continui
    piobbico

    RESET

    “Temi eticamente” sensibili o insensibilità della politica?

    Sulle droghe ripartiamo da capo, ripartiamo da sinistra, per riflettere sui nostri errori e sui nostri limiti, sulle nostre debolezze e sui nostri punti di forza. Ripartiamo insieme per comprendere perché non siamo riusciti a cambiare la legge Fini – Giovanardi, e per capire perché, la cultura di questo paese è diventata così permeabile alle sirene della zero tolleranza anche su questo argomento. Molto ed ancora più di prima c’è e ci sarà da fare su questo terreno, ci sarà bisogno di riparlarsi, di recuperare il solco sempre più largo tra la politica ed il sociale, tra operatori e consumatori e contaminare le nostre riflessioni con altri mondi e percorsi, come quello della politica delle donne e della non violenza. Questi percorsi ci parlano di libertà di scelta e consapevolezza, di autodeterminazione e di liberazione, di laicità e democrazia, di mediazione sociale e empowement dei territori. Sentiamo l’esigenza di riscrivere nel processo di costruzione della Sinistra Arcobaleno una grammatica dei termini e dei significati su questo terreno, sentiamo l’esigenza collettiva di ridare senso alle nostre pratiche sociali, sentiamo l’esigenza di definire un pensiero sulle droghe che tenga conto delle trasformazioni sociali intervenute negli ultimi decenni, e che apra il confronto su argomenti come il piacere, l’etica, l’autonomia della persone, la mission degli operatori sociali. A differenza di chi vuol congelare i cosidetti temi eticamente sensibili noi pensiamo che siano insensibili eticamente quelli che evitano questa discussione in campagna elettorale, convinti come siamo che i diritti sociali e quelli civili, e con essi le libertà insieme avanzano o insieme arretrano.

    Per sviluppare la discussione vai sul blog
    http://www.sinistrasociale.it/?p=219

    Il primo spazio pubblico di discussione si terrà venerdi 14 marzo a Roma alle ore 14 presso la sede di Carta in via Scalo San Lorenzo 67.

    Hanno finora aderito

    Claudio Cippitelli – Grazia Zuffa – Direttirice Fuoriluogo – Francesco Maisto ( Sostituto procuratore Milano) – Mario German de Luca,( associazione La tenda) -Stefano Vecchio (direttore del Dip. Farmacodipendenze) Asl NA1 – CNCA Toscana – Beatrice Bassini ( psicologa Ser.t Bologna) – Punkreas – Simonetta Bruschini ( Cnca Umbria) – Giorgio Mariotti (operatore di strada, Perugia) – Fabio Scaltritti ( Comunità San Benedetto al Porto – Genova ) – Felice di Lernia – ( Cooperativa oasi 2), – PIC (Pazienti Impazienti Cannabis) – Dario Vergassola – Francesco Piobbichi (responsabile politiche sociali PRC) – Paolo La Marca (responsabile italiano della Conferenza Latina per la Riduzione del Danno) – Andrea Tesini – (Assistente Sociale Ser.t Bologna) – Stefano Carboni – ( Responsabile droghe PRC toscana ) – Jakopo Galmacci – (operatore di strada, Umbertide pg) – Il parto delle nuvole pesanti – Mefisto (Million Marijuana March Italia) – Don Pasta – Associazione Canapa Life – Pino Cucci, (Pazienti Impazienti Cannabis ) – Gianluca Mannucci – operatore delle dipendenze pg – Ylenia Daniello ( responsabile droghe PRC Roma ) – Sergio Giovagnoli Arci – Tonino Dangelo – Maria Teresa Silvestrini Consigliera comunale PRC Torino – Luigi Cancrini – responsabile politiche sociali PDCI – Giovanni Russo Spena, Capogruppo al Senato PRC – Andrea Fornai Associazione Nojerksite – Federico Tomasello portavoce Giovani comunisti – Migliore Salvatore ( educatore di strada –Roma) – One lowe hi pawa – Vittorio Agnoletto ( Europarlamentare PRC –SE ) – Patrizio Gonnella – Biscazulu – Damiano Stufara (assessore alle politiche sociali regione Umbria) – Stefano Bertoletti – ( Cooperativa CAT Firenze, area prevenzione) – Ingo Stockel (Referente Area Dipendenze: Coop. Parsec) – Arpioni – Statuto –

    Per aderire invia una mail a ilsocialealcentro@libero.it

  13. siliciuz Dice:

    nella società mediatica dove contano solo i numeri e poco la concretezza dei gesti in cui se su due solo uno ne approfitta e la statistica dice che mangiano entrambi si presenta la necessità di far chiarezza al Grande Pubblico!
    il problema è sempre lo stesso che il mondo visto dalla TV è sempre distaccato dalla realtà quindi giovani ragazzi passano come Mostri della società
    sono contro ogni forma di polizia che preveda la ritorsione sulla gente comune ed onesta, vittima di gente che deve solo giustificare coi numeri il proprio berretto

  14. Px.S. Dice:

    Bisogna considerare il rapporto tra rischi e guadagno: in questi casi molto favorevole visto il target delle operazioni , e considerando straordinari, orario notturno , viaria, ecc… Un rapporto favorevole che comunque rimarrebbe tale anche se i controlli (questa volta davvero utili) si facessero per contrastare lavoro nero, guida pericolosa (in flagranza di reato), controlli ambientali, evasioni fiscali di vario genere (la GdF, dipendendo dal ministero delle finanze, dovrebbe fare solo quello), sicurezza negli ambienti lavorativi: l’azienda di Molfetta (BARI) dove l’altro ieri sono MORTE 5 PERSONE non ha mai avuto un controllo.
    Ma la radice di questo problema rimane di natura politica: economia, mafia, disinformazione, arrivismo negli ambienti militari, corruzione, ecc.. E intanto lo Stato italiano (ma non solo) da una parte si gonfia, arricchisce, tutela e avvantaggia privati con l’alcool, gli psicofarmaci, il gioco d’azzardo, il tabacco, il cotone, il petrolio, la carta derivante dagli alberi, gli psicopatici sobri in Benz&Bimma, ecc…; dall’altra spreca miliardi di euro in una finta lotta, che la storia per altro sta decretando come inutile, a contrastare delle sostanze che ritiene illegali, e delle attività illecite che non di rado coinvolgono, anche direttamente, politici e uomini delle istituzioni.

  15. maria carla gullotta Dice:

    non cambia mai nulla di nulla Ma non mollate lo stesso

  16. raina Dice:

    ANNATE A LAVORA’…. migliardi e migliardi di stipendi pagati da noi per cercare 2 spinelli in tasca a un regazzino che va alla dancehall…

    e non e’ solo a bari… e non e’ da adesso…
    in tutta italia e cosi’..dove piu’ dove meno….

    che tristezza!

    Non puoi fermare la voglia di burnare di questo vagnone!… Non fermarla mai!

    Raina

  17. siradelk Dice:

    Il mio messaggio ha già mietuto le prime vittime: c’è qlc1 ke si affretta a dikiararsi NON rinnegato e usa pure le maiuscole perkè è convinto ke più forte è l’urlo maggiore è la ragione.
    Ma io certo non volevo attaccare i coraggiosi che si autodenunciano come Sun, io volevo esortare i pavidi come me, quelli ke ancora gli passa un brivido di paura dietro la skiena prima di esprimere la propria opinione.
    Non mi riferivo certo ai coraggiosi organizzatori di forum, dance hall e concerti reggae.
    Anzi a dire il vero non capisco proprio come uno di questi temerari abbia potuto sentirsi attaccato.
    Io ce l’ho con tutt’altre persone: ce l’ho con le belle facce da copertina, con i moralisti del cazzo, con i giornalisti ignoranti ed i politici ke hanno querelato le jene dopo essere stati sputtanati alla grande; ce l’ho con gli ATTORI di fiction, bekkati in qualke fottuto coca party che il giorno dopo ritrovi in qualke lussuosa comunità a recitare (da cani) il mea culpa davanti alle telecamere riunite per l’occasione.
    Questi 4 stronzi ben manovrati occupano le televisioni e le radio e influenzano i pensieri di milioni di persone che non hanno la possibilità di sentire il suono di un’altra campana.
    Suoniamo l’altra campana.
    Sempre
    Pace & Reggae a tutti

  18. pg è con voi! Dice:

    Bastardi avete rotto il cazzo di criminalizzare e basta….Quando capirete che bisogna educare?????
    Ah già ma poi voi siete gli stessi che quando le iene fanno un servizio sulla droga in parlamento e salta fuori che la metà dei sottoposti al test sn positivi o a cannabis o a cocaina lo censurano vero????
    E come mai non censurate i nomi di gente trovata dagli sbirri con 1 grammo d’erba che sistematiamente il giorno dopo finiscono sui giornali locali????
    Vergogna….Stato….Sbirri….Tutti quanti…arriverà prima o poi la giustizia…
    Noi cmq non molliamo e andiamo avanti forza bari questo è un problema di tutta italia e non possiamo che esservi vicini!

    A Raina….sè sempre l’meglio…grande!

  19. FAUGNO Dice:

    Solidarietà e adesione dal Salento dove viviamo la stessa situazione!
    Con tutti i problemi che abbiamo al Sud rompono le palle ai ragazzini!!!

    One solutuion: Free weed, no more maphia!

  20. Andrea StUp4Jah Dice:

    le forze del’ordine dovrebbero impegnarsi nella lotta alla diffusione del fumo di cattiva qualità!!!! e la Guardia di finanza dovrebbe arrestare chi vende l’erba autoprodotta a 10 euro al g!!!!!

    sostegno al reggae salentino!!!!!!

  21. monica Dice:

    completa solidarietà da parte di una pugliese rasta emigrata al nord…
    sono stufa che il mondo del reggae venga sempre preso di mira, sono stufa che ogni volta che torno in puglia devo essere pedinata di notte fin sotto casa da una pattuglia perchè ho i dread, sono stufa che vengano presi di mira i poveri cristi e che quelli coi soldi si salvano il culo sempre…
    le fiamme gialle e le varie forze dell’ordine dovrebbero occuparsi di più delle piaghe sociali del mezzogiorno: il pizzo, le sporche raccomandazioni, il lavoro nero e il suo sfruttamento!! BASTAAAA!!!

    peace

  22. Issachar from Torino Dice:

    E’ vergognoso!!!!!
    Queste cose mi fanno davvero INCAZZARE, anche se non faccio uso di cannabis.

  23. Ganjo Dice:

    Basterebbe far studiare alla gente come è nato il proibizionismo. Proprio ieri ho visto un bel documentario su come la cocaina e altre droghe erano diffuse negli ambienti aristocratici, militari, artistici e politici, dell’Italia pre-proibizionismo, nato in USA negli anni 20-30 con l’alcool, poi rivisto e applicato alla cannabis: una società dove l’alcool viene usato persino nei riti religiosi non può far a meno di quella droga (pesante).

  24. Pikkio Dice:

    Ma non se pò vive in pace a sto monno!!Quanno je conviene siamo tutti fattoni, escrementi della società, persone inutili che buttano le loro giornate nei joint in attesa della manna dal cielo…poi altre volte ci trasformano in criminali pericolosi sui quali è bene imporre il controllo…ma fate qualcosa de più serio nella vità!
    L’unica cosa bella è che nonostante tutto sempre più gente affolla le danz e sempre più gente scopre la potenza del reggae che tutto ciò che porta è positivo!!

    Bless!Valerio!

  25. sasdo Dice:

    il trinomio rasta=reggae=ganja è ormai indissolubile, anche per chi non ne fa uso o ha i dread solo perchè non si lava i capelli…
    è “ovvio” che in una serata reggae è facile trovare un po’ di erba, come è ovvio che al Number1 degli anni ‘90 non andavano santi e religiosi…
    ma qualcuno mi deve spiegare perchè con i miei soldi di lavoratore che versa contributi dovrei finanziare delle azioni di controllo verso me stesso perchè potrei detenere qualche grammo di erba…
    ma siamo semrpe alle solite…governo mafioso…parlamentari intoccabili…e la massa che si lascia trascinare dalle parole di questo o quel ministro…

    ..forse è ora di far presente che esiste anche un’altra massa, anzi, una massive, che si ritrova ad affrontare le stesse situazioni dal nord al sud, anche per via della sua distribuzione sul territorio, che può votare, che ha potere decisionale, che segue ideali tendenzialmente pacifici e non volti ad arrecare danno al prossimo…se non con un volume troppo alto.. ;)

    perchè non fare posti di blocco davanti ai quartier generali dei militanti destroidi neo-fasci o qualsiasi cosa siano, e controllare anche loro? credo che qualunque cittadino medio italiano si trovi da solo di fronte ad un gruppo di rastoni, si senta meglio che di fronte a delle teste rasate con gli anfibi ai piedi…la storia ci ha insegnato qualcosa…o no?

  26. Alessandro "Mefisto" Buccolieri Dice:

    Il Proibizionismo non è solo la tassa sul consumo che milioni di consumatori versano quotidianamente a quelle narcomafie a cui decenni di legislazioni punizioniste, prodotte da governi collusi, hanno affidato il monopolio dell’importazione, produzione e distribuzione delle sostanze illecite, ma anche uno strumento di discriminazione e persecuzione degli stili di vita “Altri” che nel nostro Paese raggiunge la sua massima espressione con la L. 49/06, tristemente nota come la Fini/Giovanardi.
    Purtroppo questo non è che uno dei tantissimi casi di restringimento del “Diritto di Cittadinanza” che affligge la comunità “psicoattiva” ed è per questi motivi che la MILLION MARIJUANA MARCH ( Italia) aderisce all’appello “La musica non si blocca”.
    Mefisto.
    http://www.millionmarijuanamarch.info
    giornatamondiale@millionmarijuanamarch.info

  27. RASTAPAX Dice:

    BASTA PROIBIZIONISMO. CREA SOLO DANNI. BABILONIA NON VINCERA’ MAI CONTRO I VALORI DI CHI AMA IL REGGAE E FUMA PER APRIRE LE PORTE AD UN ALTRO LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA. BLESS UP BROTHERS AND SISTERS UNIAMOCI CONTRO CHI VUOLE OSTACOLARE IL PERCORSO VERSO IL MONTE ZION, COMBATTIAMO CONTRO CHI VUOLE OSCURARE LA LUCE DI JAH RASTAFARI. UNITI PER UN SOLO AMORE, UNITI PER LA LIBERTA’ !!!!

  28. Ganjo Dice:

    > siradelk Disse:

    > C’è troppa ipocrisia sulla droga, la notte la si usa e il giorno la si rinnega.

    Ecco uno dei motivi per cui questo blog è aggiornato a una settimana fa. Un’altro è che a molti interessa solo fumarsi le canne e/o ascoltare reggae: deprimente più di Fini che vorrebbe arrestare tutti quelli che non si alcolizzano, non giocano d’azzardo, non fumano cancro e tabacco, non vanno con squillo di lusso e non s’imbottiscono di psicofarmaci.

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